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Bond in fuga, Milano cede l’1,3% e scende sotto 52mila

La risalita di petrolio e rendimenti sui titoli di Stato riaccende i timori su inflazione e tassi. Piazza Affari guida i ribassi europei e il Ftse Mib torna sotto quota 52.000 punti.

Redazione Mercati·
Bond in fuga, Milano cede l’1,3% e scende sotto 52mila (immagine illustrativa)

La seduta dei mercati è stata dominata dalla pressione sui titoli di Stato, alimentata dal rialzo del petrolio e dal ritorno dei timori sull’inflazione. Il Brent ha superato i 92 dollari al barile mentre i rendimenti governativi sono saliti su livelli che non si vedevano da circa vent’anni, un movimento che ha pesato sulle borse. A innescare la correzione hanno contribuito anche i toni più aggressivi di alcuni esponenti della Fed, che hanno rafforzato l’idea di una possibile stretta monetaria già a settembre.

Inflazione e petrolio spingono i rendimenti

Nell’area euro l’inflazione di agosto è salita al 3,3%, ben oltre l’obiettivo della Bce, e questo ha aumentato l’attenzione degli investitori sulla prossima riunione dell’istituto. Il quadro resta delicato perché l’energia torna a pesare sui prezzi proprio mentre il mercato obbligazionario mostra segnali di forte tensione. Gli analisti di Moneyfarm osservano che la dinamica dei prezzi sottostanti appare più contenuta, ma la vera incognita resta la durata dell’effetto del caro-energia sull’economia.

La combinazione tra crescita del greggio, tensioni geopolitiche tra Usa e Iran e rischi legati allo stretto di Hormuz ha contribuito a diffondere avversione al rischio. In questo contesto gli investitori hanno ridotto l’esposizione ai bond sovrani, spingendo verso l’alto i rendimenti e riflettendosi negativamente sulle borse. Il meccanismo è noto: tassi più alti rendono meno appetibili gli asset più rischiosi e aumentano il costo del capitale per imprese e governi.

Piazza Affari guida i ribassi in Europa

Piazza Affari ha chiuso la giornata come peggiore listino del continente. Il Ftse Mib ha ceduto l’1,3% ed è sceso a 51.915 punti, tornando sotto la soglia dei 52.000 e riportandosi sui livelli di fine luglio. Il calo è stato più marcato di quello di Francoforte, scesa di oltre l’1%, mentre Parigi ha limitato le perdite allo 0,39%.

La debolezza non si è fermata all’Europa. Anche Wall Street ha aperto in calo, con un clima reso più prudente dai timori legati all’inflazione e alle attese sui tassi. Il messaggio che arriva dai mercati è che il sell-off sui bond ha smesso di essere un tema isolato e sta già condizionando l’andamento delle principali piazze azionarie.

Per Milano il segnale è rilevante perché il listino era arrivato nelle ultime settimane ben sopra i 52.000 punti e ora ha perso parte del terreno conquistato. La correzione riflette soprattutto la sensibilità degli investitori ai movimenti dei rendimenti e al rischio che la fase di rialzo dei prezzi non si esaurisca rapidamente. In una giornata di vendite diffuse, il comparto azionario italiano ha mostrato la vulnerabilità più evidente tra i mercati europei.

Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto borsa, Borsa, Aumento di Capitale a Pagamento, per i termini il glossario finanziario.

Fonti

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