Borse, Milano piatta con il greggio oltre 90 dollari
Le tensioni tra Usa e Iran riportano la volatilità sui listini europei. Piazza Affari chiude quasi invariata, mentre petrolio e gas salgono e lo spread si allarga.
Le Borse europee hanno chiuso l’ultima seduta di agosto in un clima nervoso, con il ritorno delle tensioni tra Washington e Teheran a dominare il mercato. La riapertura dello scontro in Medio Oriente ha riportato in primo piano il rischio geopolitico dopo un mese in cui gli operatori avevano guardato soprattutto al fronte economico. La conseguenza immediata è stata un aumento della cautela sugli asset rischiosi e una maggiore attenzione ai beni energetici.
Energia e inflazione sotto osservazione
A pesare sui listini è stato soprattutto il balzo del Brent, tornato oltre i 90 dollari al barile, insieme al rincaro del gas naturale, salito sopra i 70 euro per megawattora. Il movimento delle materie prime ha riacceso i timori di un passaggio più difficile per l’inflazione, proprio mentre i mercati scontano l’ipotesi di tassi ancora elevati più a lungo. In uno scenario del genere, gli investitori guardano con più prudenza alle mosse di Federal Reserve e Bce.
Anche il fronte politico-finanziario statunitense ha contribuito a irrigidire il quadro. Scott Bessent, segretario al Tesoro Usa, ha lasciato intendere che non esclude nuove sanzioni, inclusa la possibilità di misure rivolte alla Cina per i rapporti commerciali con Teheran. Il messaggio ha aggiunto un ulteriore elemento di incertezza a una seduta già segnata dalle preoccupazioni per una possibile escalation militare e per le ripercussioni sulle rotte energetiche, comprese quelle dello Stretto di Hormuz.
Piazza Affari resiste meglio del resto d’Europa
In questo contesto, Milano ha tenuto meglio degli altri listini continentali e ha archiviato la seduta sostanzialmente invariata, con il Ftse Mib a -0,01%. Il saldo mensile resta comunque positivo: Piazza Affari chiude agosto con un progresso dello 0,9%. Più deboli gli altri principali mercati europei, mentre Wall Street si è mossa in territorio negativo, confermando una diffusa avversione al rischio.
La pressione si è vista anche sul mercato obbligazionario italiano, dove lo spread tra BTp e Bund è salito a 83 punti base. Il quadro finale di agosto per l’Europa resta quindi disomogeneo, con i listini alle prese con tensioni geopolitiche, rendimenti pubblici sotto osservazione e dubbi ancora aperti sulla tenuta del comparto tecnologico. In questo passaggio di mercato, l’energia torna a essere il principale canale di trasmissione dello shock sulle Borse.
Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto borsa, Borsa, Aumento di Capitale a Pagamento, per i termini il glossario finanziario.
Domande frequenti
Perché le Borse sono scese o sono rimaste caute?
Per il ritorno delle tensioni tra Usa e Iran, che ha aumentato il rischio geopolitico e riacceso i timori sull’energia e sull’inflazione.
Perché petrolio e gas hanno pesato sui listini?
Perché il Brent è tornato sopra i 90 dollari al barile e il gas naturale ha superato i 70 euro per megawattora, alimentando i timori sui prezzi.
Come ha chiuso Milano agosto?
Piazza Affari ha chiuso la seduta quasi ferma e il mese con un guadagno dello 0,9%.
Fonti
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