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Oro in lieve rialzo, occhi su inflazione e Jackson Hole

L’oro prosegue il recupero per la quinta seduta consecutiva, sostenuto dal dollaro più stabile e dal calo del petrolio. Il mercato guarda ai dati PCE di domani e al simposio di Jackson Hole.

Redazione Valute·
Primo piano di un lingotto d'oro con le punzonature "SWITZERLAND", il titolo "999.9" e la data di fusione 2022-06 (immagine illustrativa)

Ibex73 / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

L’oro ha messo a segno un altro piccolo passo avanti martedì, proseguendo la sequenza positiva iniziata nelle ultime sedute. A sostenere i prezzi è stato soprattutto il dollaro statunitense, che si è stabilizzato mentre il petrolio ha accusato un forte calo. In questo contesto, il metallo prezioso resta vicino ai massimi recenti e beneficia di un clima di attesa prudente sui mercati.

Dati Usa e attese per Jackson Hole

L’attenzione degli operatori si concentra ora su due appuntamenti chiave: il dato americano sull’indice dei prezzi delle spese per consumi personali, in arrivo domani, e il simposio di Jackson Hole. Entrambi gli eventi possono aiutare a leggere le prossime mosse della politica monetaria e la traiettoria dell’inflazione. Per l’oro, che tende a reagire ai movimenti dei rendimenti e del dollaro, questi passaggi sono particolarmente rilevanti.

Sul Comex, il contratto front month dell’oro con consegna a settembre è salito di 3,70 dollari, pari allo 0,08%, a 4.648 dollari l’oncia troy. Anche l’argento ha segnato un progresso, con un aumento di 0,191 dollari, cioè dello 0,28%, a 68,785 dollari l’oncia troy. I movimenti restano contenuti, ma confermano un orientamento favorevole ai metalli preziosi in una fase di mercato ancora molto sensibile ai dati macroeconomici.

Titoli di Stato e pressione sui rendimenti

Sul fronte obbligazionario, il Tesoro statunitense ha ribadito la volontà di proseguire con le aste di debito secondo il calendario abituale, comprese quelle sui titoli a lunga scadenza. L’indicazione arriva dopo la decisione sorprendente della scorsa settimana di quasi raddoppiare i riacquisti di bond lunghi a partire dal 9 settembre, una mossa arrivata dopo l’ascesa dei rendimenti a livelli che non si vedevano da quasi vent’anni. Il tema resta centrale perché riflette il costo del servizio del debito federale.

L’annuncio ha provocato un sollievo solo temporaneo sui rendimenti dei Treasury a 10, 20 e 30 anni, che sono scesi brevemente per poi risalire. La dinamica conferma che il mercato continua a prezzare con cautela il profilo del debito pubblico americano e l’evoluzione della domanda sui titoli a lunga durata. In parallelo, il Tesoro ha ricordato che il debito nazionale degli Stati Uniti ha superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari, un passaggio che aggiunge un ulteriore elemento di attenzione per gli investitori.

Perché l’oro sale nonostante il dollaro stabile?

Perché il calo del petrolio e le attese sui dati sull’inflazione hanno sostenuto l’interesse per i metalli preziosi, anche con un dollaro più fermo.

Quali sono i livelli aggiornati di oro e argento?

L’oro Comex per consegna a settembre è a 4.648 dollari l’oncia troy e l’argento a 68,785 dollari l’oncia troy.

Quali eventi stanno guidando il mercato?

Il mercato guarda al dato americano sul PCE di domani e al simposio di Jackson Hole, oltre alle indicazioni del Tesoro sui Treasury a lunga scadenza.

Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto Valute, Mercato dei Cambi, Operazione a Pronti, per i termini il glossario finanziario.

Fonti

#oro#dollaro#inflazione#Treasury#metalli preziosi

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