Mercati

Petrolio, pressione ribassista sulle attese per lo Stretto

I prezzi del greggio restano deboli e puntano a chiudere la settimana in calo, mentre aumentano le aspettative di maggiori flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e il mercato sconta meno tensioni sull’offerta.

Redazione Mercati·
Una pompa a bilanciere nera e arancione in una steppa desertica, con altre pompe all'orizzonte (immagine illustrativa)

Quintin Soloviev / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

I prezzi del petrolio sono rimasti sotto tono nella seduta di venerdì e si avviano a registrare un ribasso settimanale. Il movimento riflette un quadro in cui il mercato sta iniziando a scontare una maggiore disponibilità di greggio, soprattutto lungo una delle rotte energetiche più delicate del Medio Oriente. Il tema centrale resta lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per i flussi petroliferi globali.

Brent e WTI hanno entrambi mostrato cali contenuti, dopo una fase in cui il mercato aveva beneficiato di una serie di rialzi. Il Brent ha perso terreno e si è allontanato dal livello raggiunto nei giorni precedenti, mentre il WTI ha ceduto in misura leggermente più ampia in percentuale. Per il Brent, la settimana rischia di interrompere una striscia di due rialzi consecutivi.

A pesare è l’idea che possano aumentare i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Diverse notizie hanno alimentato l’ipotesi di un alleggerimento delle tensioni sull’offerta, con possibili ricadute dirette sulle quotazioni del greggio. In un mercato già sensibile a ogni segnale sul dossier mediorientale, anche indicazioni parziali di normalizzazione tendono a esercitare pressione sui prezzi.

Il nodo di Hormuz e il fronte diplomatico

Sul piano diplomatico, gli sviluppi restano contraddittori. Da un lato, si sono moltiplicati i segnali di contatti indiretti che potrebbero agevolare un miglioramento della situazione; dall’altro, la Casa Bianca ha chiarito di non essere in trattativa con l’Iran. Teheran, inoltre, ha ribadito che la riapertura dello Stretto non è possibile alla luce delle violazioni del cessate il fuoco da parte di Stati Uniti e Israele.

Secondo i dati di mercato riportati da Nasdaq, il Brent è sceso leggermente a 88,49 dollari al barile, mentre il WTI ha perso lo 0,2% a 83,40 dollari. Numeri modesti, ma sufficienti a indicare che la direzione settimanale resta negativa. Per gli operatori, il punto non è solo il prezzo spot di oggi, ma soprattutto la percezione del rischio di interruzioni nell’approvvigionamento.

Geopolitica più ampia, ma impatto limitato sul greggio

Il quadro geopolitico resta comunque teso oltre il Medio Oriente. Mosca ha avvertito che potrebbe colpire obiettivi militari britannici dentro e fuori l’Ucraina, in risposta al sostegno di Londra a Kiev. Nonostante ciò, il mercato petrolifero ha reagito con prudenza, evitando di trasformare queste tensioni in un impulso immediato alle quotazioni.

Le parole di Donald Trump hanno contribuito a contenere almeno in parte la lettura più allarmistica, dopo che il presidente ha escluso un attacco russo a un Paese NATO. Ha anche ridimensionato le indiscrezioni su un avvertimento rivolto da Washington a Mosca in vista di possibili mosse in Europa. Nel complesso, il mercato energetico sembra guardare più alla disponibilità concreta di barili che all’accumulo di tensioni politiche in sé.

Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto borsa, Mercati, Aumento di Capitale a Pagamento, per i termini il glossario finanziario.

Domande frequenti

Perché il petrolio è in calo questa settimana?

Perché il mercato sta prezzando una possibile maggiore offerta di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz e quindi meno rischio di interruzioni nei flussi dal Medio Oriente.

Quali sono i livelli citati per Brent e WTI?

Il Brent è indicato a 88,49 dollari al barile e il WTI a 83,40 dollari al barile.

Cosa ha detto la Casa Bianca sui colloqui con l’Iran?

La Casa Bianca ha confermato di non essere in trattative con l’Iran, nonostante altri Paesi stiano portando avanti sforzi diplomatici.

Fonti

#petrolio#Brent#WTI#Stretto di Hormuz#mercati energetici

Notizie correlate

Una pompa a bilanciere nera e arancione in una steppa desertica, con altre pompe all'orizzonte (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio, prezzi in lieve calo ma settimana ancora in rialzo

Il Brent resta vicino ai massimi di un mese e si avvia a chiudere la seconda settimana consecutiva in aumento, mentre il mercato teme ripercussioni sui flussi dal Golfo e guarda alle nuove sanzioni contro l’Iran.

21 ago 2026
Le torri e le tubature di una raffineria di petrolio (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio in rialzo, mercato teme il blocco di Hormuz

Il petrolio accelera per il terzo rialzo consecutivo mentre si allontana l’ipotesi di una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran e resta fermo lo stretto di Hormuz, snodo chiave per i flussi energetici.

19 ago 2026
Una pompa a bilanciere nera e arancione in una steppa desertica, con altre pompe all'orizzonte (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio in rialzo per la stretta nello Stretto di Hormuz

Il greggio rimbalza dopo tre sedute negative mentre lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Iran e Oman valutano un corridoio temporaneo, ma l’intesa resta condizionata agli sviluppi con Washington.

27 ago 2026
Le torri e le tubature di una raffineria di petrolio (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio in rialzo tra tensioni in Medio Oriente

Il greggio resta sostenuto da nuovi attacchi alle petroliere nello stretto di Hormuz e dalle tensioni in Libano. Brent e WTI avanzano mentre cresce il timore di interruzioni nell’offerta.

17 ago 2026
Una pompa a bilanciere nera e arancione in una steppa desertica, con altre pompe all'orizzonte (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio in rialzo: Hormuz resta chiuso tra Usa e Iran

Il Brent e il WTI rimbalzano mentre Washington e Teheran restano lontane da un’intesa. Lo Stretto di Hormuz non riapre e il mercato paga il rischio di nuove tensioni.

15 ago 2026
Grafico: variazione giornaliera percentuale di 6 strumenti seguiti — maggiore rialzo Copper (+1,48 %), maggiore ribasso Brent (-3,58 %).
Mercati

Oro quasi fermo, petrolio giù, argento debole

Nella seduta di martedì 25 agosto 2026 i metalli preziosi hanno mostrato movimenti contenuti, mentre il greggio ha accusato ribassi più marcati. Il quadro resta misto: un solo rialzo tra sei strumenti monitorati.

25 ago 2026