Petrolio Venezuela, maxi intesa Usa da 65 miliardi di barili
Donald Trump annuncia un accordo energetico con Caracas che darebbe agli Usa accesso a oltre 65 miliardi di barili. Previsti effetti su riserve, offerta e prezzi del carburante.
Sgroey / Wikimedia Commons (cc-by-sa-4.0)
Gli Stati Uniti avrebbero chiuso con il Venezuela un’intesa petrolifera di dimensioni eccezionali, presentata da Donald Trump come la più grande nella storia del settore. Il presidente americano ha scritto su Truth che l’accordo metterebbe a disposizione di Washington oltre 65 miliardi di barili delle riserve venezuelane e che l’operazione non comporterebbe costi per i contribuenti statunitensi.
Trump sostiene che la transazione farebbe più che raddoppiare le riserve petrolifere americane e rafforzerebbe in modo significativo l’approvvigionamento interno. Nello stesso messaggio ha collegato l’intesa a un possibile calo dei prezzi del carburante nel medio-lungo periodo, oltre che a un miglioramento dei rapporti tra Washington e Caracas.
Come sarebbe strutturato il patto
Il presidente statunitense ha descritto l’operazione come un passaggio capace di riportare benefici anche al Venezuela, parlando di una prospettiva di maggiore prosperità per il Paese sudamericano. In parallelo, la cornice politica resta segnata dalla svolta seguita all’azione statunitense di gennaio, quando la cattura di Nicolás Maduro aveva aperto una nuova fase nei rapporti tra i due Paesi.
In febbraio, inoltre, le autorità statunitensi avevano concesso licenze a cinque grandi compagnie petrolifere per operare in Venezuela, tra cui Eni. Il nuovo assetto, stando alle informazioni diffuse, prevederebbe per gli Stati Uniti il 55% della produzione effettiva di una nuova joint venture privata, indicata come la seconda compagnia petrolifera privata al mondo per riserve.
Implicazioni per il mercato energetico
La portata dell’accordo, se confermata nei dettagli operativi, inciderebbe su offerta, riserve e assetto industriale del comparto. Per il mercato petrolifero, il dato più rilevante è la disponibilità di volumi molto elevati in un contesto in cui il controllo delle risorse e la capacità di estrazione restano leve decisive per i grandi player energetici.
La CNN, citata nelle ricostruzioni, riferisce che con il sostegno degli Usa la presidente Rodriguez avrebbe concesso a una società privata concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti per 100 anni. Restano centrali, tuttavia, gli aspetti di esecuzione e di governance dell’intesa, che al momento è stata presentata soprattutto come un annuncio politico di forte impatto.
Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto Economia, Banca Centrale, Deficit delle Partite Correnti, per i termini il glossario finanziario.
Domande frequenti
Che cosa ha annunciato Donald Trump sul Venezuela?
Ha parlato di un accordo petrolifero che darebbe agli Stati Uniti accesso a oltre 65 miliardi di barili delle riserve venezuelane.
Quale sarebbe l’effetto sulle riserve americane?
Trump sostiene che l’intesa più che raddoppierebbe le riserve petrolifere degli Stati Uniti.
Ci sono già elementi sulla struttura industriale dell’accordo?
Sì. Le informazioni diffuse parlano di una nuova joint venture privata e di una quota del 55% dell’output effettivo per gli Stati Uniti.
Fonti
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