Fed, cresce al 90% la scommessa su un rialzo dei tassi
Alla vigilia della riunione del Fomc, il mercato vede quasi certo un aumento dei Fed funds di 25 punti base. Inflazione, dazi e petrolio spingono verso una stretta.
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I mercati arrivano alla decisione della Federal Reserve con un’ipotesi ormai ampiamente favorita: un rialzo dei tassi di 25 punti base. La riunione del Federal Open Market Committee si chiude mercoledì alle 14 di New York, con la conferenza stampa del presidente Kevin Warsh subito dopo.
La probabilità implicita di una stretta è salita al 90%, un livello che riflette l’aspettativa di un ritorno del tasso sui Fed funds nell’area 3,75%-4,00%. Se confermato, sarebbe il primo intervento sui tassi da dicembre dello scorso anno. Per gli operatori, il punto decisivo non è solo la direzione della mossa, ma il messaggio che arriverà sulla traiettoria della politica monetaria nei prossimi mesi.
Inflazione e rendimenti tengono alta la pressione
A sostenere l’ipotesi di un rialzo concorrono più fattori. I prezzi restano sotto pressione per l’effetto combinato di dazi e petrolio, con l’inflazione salita ben oltre l’obiettivo del 2%. Anche il mercato obbligazionario segnala tensioni: il rendimento del Treasury decennale e quello del trentennale viaggiano al 5% o più.
Più vicino alla politica della banca centrale, il Treasury biennale rende il 4,65% e resta ancora 90 punti base sopra la parte alta dell’intervallo dei tassi attuali. Questo scarto alimenta l’idea che la Fed abbia ancora margine per irrigidire la linea senza apparire fuori fase rispetto ai mercati. Nel frattempo, il dibattito interno al Fomc appare più complesso del semplice confronto tra falchi e colombe.
Votazioni interne e scenario per la Fed
Tra i membri con diritto di voto, Kevin Warsh viene indicato come possibile sostenitore di tassi invariati, mentre Chris Waller e John Williams sono considerati i profili più accomodanti. Sul fronte opposto, Kashkari, Hammack e Logan hanno già espresso sostegno a un rialzo nell’ultima riunione. Il Fomc ha bisogno di sette voti per approvare nuova politica monetaria, quindi l’assetto delle preferenze conta quanto la decisione finale.
Il contesto politico resta un elemento di sfondo, ma non incide direttamente sul voto di mercoledì. Donald Trump ha ripetutamente criticato la Fed per la lentezza nel tagliare i tassi, arrivando a minacciare Jerome Powell in passato; Lisa Cook, anch’essa nel board, è coinvolta in una disputa legale con la Casa Bianca dopo la richiesta di dimissioni. Per il mercato, il punto immediato resta capire se la banca centrale confermerà la stretta attesa o sceglierà di rinviare la normalizzazione.
Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto Economia, Banca Centrale, Deficit delle Partite Correnti, per i termini il glossario finanziario.
Domande frequenti
Perché il mercato vede probabile un rialzo dei tassi? Perché l’inflazione è stata spinta al rialzo da dazi e petrolio, mentre i rendimenti obbligazionari restano elevati. In questo quadro, la probabilità implicita di una stretta è salita al 90%.
Di quanto potrebbe aumentare il tasso sui Fed funds? L’ipotesi prevalente è un incremento di 25 punti base, che porterebbe il corridoio nell’area 3,75%-4,00%.
Quando arriva la decisione della Fed? La riunione del Fomc termina mercoledì alle 14:00 ora di New York, seguita dalla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh.
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