Oro in calo con le scommesse su tassi Fed in rialzo
L’oro arretra mentre il petrolio corre dopo nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran. Il mercato sconta la possibilità di tassi più alti negli Usa per frenare l’inflazione.
AgnosticPreachersKid / Wikimedia Commons (cc-by-sa-3.0)
L’oro ha allungato la fase di debolezza nella seduta di martedì, appesantito dal forte aumento del petrolio e dal conseguente cambio di aspettative sui tassi americani. Il movimento arriva dopo due giornate già negative per il metallo giallo, in un contesto dominato dall’escalation tra Stati Uniti e Iran. A incidere è il timore che il rincaro dell’energia riaccenda le pressioni inflazionistiche e spinga la Federal Reserve a mantenere una linea più rigida.
Petrolio in corsa e premio per il rischio
Il contratto Comex sull’oro con consegna a ottobre è sceso di 87 dollari, pari all’1,96%, a 4.359,80 dollari l’oncia troy. Anche l’argento ha perso terreno, cedendo 1,576 dollari, o il 2,37%, a 64,880 dollari l’oncia troy. La correzione dei metalli preziosi riflette la combinazione tra dollaro, rendimenti attesi e domanda di copertura, che in questa fase viene penalizzata dall’ipotesi di tassi più elevati.
Nel fine settimana le tensioni militari si sono intensificate dopo nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, con l’area dello Stretto di Hormuz tornata al centro dell’attenzione. Le azioni hanno riguardato anche due lanciarazzi sull’isola di Larak, vicino a Bandar Abbas, con l’obiettivo di ostacolare la posa di mine in mare. La risposta iraniana è arrivata con missili diretti verso basi aeree statunitensi in Giordania, intercettati in parte dalle forze di Amman.
Cosa osserva il mercato
Il mercato sta leggendo lo shock geopolitico soprattutto attraverso il canale dell’energia. Quando il greggio sale con rapidità, gli operatori iniziano a prezzare un’inflazione più ostinata e, di riflesso, un margine minore per tagli dei tassi o per una politica monetaria accomodante. In questo schema, l’oro perde una parte del sostegno che di solito riceve nei momenti di stress, perché l’attenzione si sposta sul costo del denaro più che sulla ricerca di beni rifugio.
A innescare ulteriore nervosismo è stato anche il messaggio politico arrivato da Washington, compresa la diffusione di un video generato con l’intelligenza artificiale che mostrava il bombardamento di Kharg Island, snodo cruciale per le esportazioni petrolifere iraniane. Il vicepresidente JD Vance ha difeso l’iniziativa come segnale rivolto a Teheran. Per gli operatori resta centrale la combinazione tra rischio geopolitico, offerta di greggio e attese sui tassi, tre fattori che in questa seduta si sono mossi tutti nella stessa direzione contro i metalli preziosi.
L’impatto immediato si vede quindi su oro e argento, ma il quadro resta legato soprattutto all’evoluzione del petrolio e alle possibili ripercussioni sull’inflazione statunitense. Se il rincaro dell’energia dovesse consolidarsi, le aspettative di una Fed più prudente sui tagli potrebbero restare elevate. Per ora il mercato sta premiando il comparto energetico e penalizzando gli asset che non offrono rendimento.
Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto Valute, Mercato dei Cambi, Operazione a Pronti, per i termini il glossario finanziario.
Domande frequenti
Perché l’oro è sceso?
Perché il petrolio è salito con forza e il mercato ha iniziato a scontare tassi più alti negli Stati Uniti per contenere l’inflazione.
Quanto hanno perso oro e argento?
L’oro Comex con consegna a ottobre ha ceduto 87 dollari, pari all’1,96%, mentre l’argento ha perso 1,576 dollari, o il 2,37%.
Qual è il fattore che ha cambiato il sentiment del mercato?
L’escalation tra Stati Uniti e Iran, che ha spinto il greggio al rialzo e aumentato la sensibilità degli investitori verso inflazione e politica monetaria.
Fonti
Notizie correlate
Oro in rialzo mentre il petrolio crolla e pesa il dollaro
L’oro sale per la quarta seduta consecutiva, sostenuto dal ribasso del greggio e dalle attese su mosse del Tesoro USA. In calo l’argento, mentre il mercato guarda a Iran e dollaro.
Oro in calo: il hard line tra Usa e Iran pesa sui mercati
L’oro arretra dopo due sedute positive: lo stallo tra Washington e Teheran allontana i negoziati, tiene chiuso lo Stretto di Hormuz e alimenta tensioni su petrolio e inflazione.
Oro in rialzo: sostegno dal dollaro e dai tassi
L’oro avanza a inizio settimana e raggiunge i 4.474 dollari l’oncia sul contratto dicembre. Il metallo beneficia del dollaro più debole e del calo delle attese su un rialzo dei tassi Fed a settembre.
Oro in rialzo, il dollaro resta fermo
L’oro guadagna terreno a Wall Street mentre si attenua la domanda di dollaro come bene rifugio e si riducono le attese su un rialzo imminente dei tassi Fed. Forte anche l’argento.
Oro in calo prima di Jackson Hole dopo i dati Usa
Le prese di profitto pesano sui metalli preziosi mentre il mercato digerisce i numeri sull’inflazione Usa. Oro e argento arretrano in attesa del simposio di Jackson Hole.
Oro in rialzo mentre il mercato valuta il dossier Usa-Iran
L’oro avanza per la terza seduta consecutiva mentre gli investitori guardano a un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Debole l’argento, con i tassi Usa ancora sullo sfondo.