Petrolio, il WTI sale mentre cresce il rischio Hormuz
Il WTI avanza in modo contenuto dopo nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran. Washington ha colpito obiettivi iraniani e Trump ha indicato che la nuova ondata di attacchi potrebbe essere temporanea.
Sgroey / Wikimedia Commons (cc-by-sa-4.0)
Il petrolio greggio ha aperto la seduta in rialzo, ma con movimenti più contenuti rispetto alla prima parte della giornata, quando le tensioni tra Stati Uniti e Iran avevano spinto i prezzi più in alto. Il contratto WTI con consegna a ottobre è stato indicato a 91,26 dollari al barile, in progresso di 24 centesimi, pari allo 0,26%. Il mercato continua a prezzare il rischio che le ostilità possano disturbare i flussi energetici nell’area del Golfo.
Nuovi attacchi e risposta iraniana
L’attenzione degli operatori resta concentrata sullo stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio globale del greggio. Negli ultimi giorni le forze statunitensi hanno avviato una seconda ondata di raid contro obiettivi in Iran, colpendo in particolare sistemi radar e capacità di posa di mine lungo la costa meridionale del Paese. L’intervento è arrivato dopo una fase in cui Washington aveva ridotto la pressione militare, lasciando spazio all’idea di un contenimento soprattutto sul piano economico.
A rafforzare le preoccupazioni è stato il lancio di attacchi statunitensi anche contro infrastrutture considerate pronte a sostenere eventuali operazioni nello Stretto di Hormuz. Il weekend scorso, forze Usa hanno preso di mira lanciamissili sull’isola di Larak, ritenuti funzionali alla posa di mine nella zona. In risposta, l’Iran ha colpito due basi statunitensi in Giordania, alimentando una spirale che il mercato legge come un fattore diretto di instabilità per l’offerta.
Mercato attento ai flussi energetici
Sul fronte diplomatico ed economico, il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato un blocco economico nei confronti dell’Iran, avvertendo che eventuali Paesi collaboratori potrebbero subire misure analoghe. L’idea che la crisi potesse restare confinata a pressioni finanziarie è stata però smentita dal ritorno dei raid. Donald Trump ha inoltre affermato che la nuova ondata di attacchi contro l’Iran sarebbe limitata nel tempo, un messaggio che non ha però sufficiente a riportare calma sul mercato petrolifero.
Le tensioni mantengono alta l’attenzione degli investitori sulle possibili conseguenze per la navigazione e per le esportazioni di greggio nell’area. Anche senza un’interruzione immediata dei flussi, la sola prospettiva di un rischio operativo nello Stretto di Hormuz basta a sostenere i prezzi. In questa fase il mercato si muove quindi tra il sollievo per un rialzo ancora moderato e la preoccupazione per una crisi che potrebbe estendersi oltre il piano militare.
Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto borsa, Mercati, Aumento di Capitale a Pagamento, per i termini il glossario finanziario.
Domande frequenti
Perché il petrolio è salito?
Il rialzo riflette le tensioni tra Stati Uniti e Iran e il timore che possano esserci disagi nei flussi di greggio, soprattutto nell’area dello Stretto di Hormuz.
A quanto è stato indicato il WTI?
Il WTI con consegna a ottobre è stato indicato a 91,26 dollari al barile, in aumento di 24 centesimi, pari allo 0,26%.
Cosa ha fatto aumentare l’attenzione del mercato?
Hanno pesato i nuovi raid statunitensi contro obiettivi iraniani, la risposta di Teheran contro basi Usa nella regione e l’annuncio di un blocco economico da parte di Washington.
Fonti
Notizie correlate
Petrolio in calo dopo lo stop agli acquisti e nuove tensioni con l’Iran
Il petrolio arretra dopo i rialzi delle sedute precedenti, complice il realizzo dei profitti. Sul mercato pesa anche la nuova offensiva economica annunciata dagli Stati Uniti contro l’Iran.
Petrolio in rialzo con l’escalation tra Usa e Iran
Il greggio sale ancora dopo nuovi attacchi americani contro l’Iran e la risposta di Teheran. Il mercato teme effetti prolungati sul Golfo e sulla libera circolazione nello Stretto di Hormuz.
Petrolio in rialzo per i nuovi attacchi tra Usa e Iran
Il greggio accelera dopo la ripresa dei raid statunitensi contro l’Iran e la risposta di Teheran. Il mercato teme nuove tensioni nello stretto di Hormuz, crocevia decisivo per i flussi energetici.

Petrolio e metalli preziosi chiudono in rialzo
Tutti e sei gli strumenti monitorati risultano in progresso nel dato odierno, con petrolio in testa e oro e argento in aumento più contenuto. Il quadro resta quello di una seduta positiva per materie prime, senza elementi aggiuntivi sul perché dei movimenti.

Borse mondiali contrastate, Asia debole ma Europa e USA in rialzo
Venerdì 2026-08-07 prevalgono i progressi sui principali listini occidentali, con Nasdaq 100 e DAX in testa. Il Nikkei 225 è l’unico grande indice in calo tra quelli monitorati.

Asia in rialzo, Europa mista, Wall Street in lieve calo
Il Nikkei 225 ha guidato i rialzi tra le grandi piazze, mentre in Europa i movimenti sono stati contenuti. A New York, S&P 500, Nasdaq 100 e Dow Jones hanno ceduto terreno con variazioni moderate.