Mercati

Petrolio in rialzo con l’escalation tra Usa e Iran

Il greggio sale ancora dopo nuovi attacchi americani contro l’Iran e la risposta di Teheran. Il mercato teme effetti prolungati sul Golfo e sulla libera circolazione nello Stretto di Hormuz.

Redazione Mercati·
Le torri e le tubature di una raffineria di petrolio (immagine illustrativa)

Sgroey / Wikimedia Commons (cc-by-sa-4.0)

Il petrolio accelera al rialzo, proseguendo il movimento già visto nelle due sedute precedenti, mentre cresce il timore che il confronto tra Stati Uniti e Iran si trasformi in una crisi più lunga e difficile da contenere. A pesare sui listini è il nuovo round di attacchi americani contro obiettivi iraniani, seguito da una risposta militare di Teheran. Il mercato reagisce soprattutto al rischio che la tensione si traduca in problemi per il traffico energetico nel Golfo.

Il future sul WTI con consegna a ottobre è stato indicato in rialzo di 0,97 dollari, pari all’1,08%, a 91,19 dollari al barile. Si tratta di un livello che riflette una correzione al rialzo già alimentata nei giorni scorsi dalla percezione di un possibile blocco o rallentamento dei flussi nella regione. Anche il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz resta osservato speciale degli operatori.

Tensioni nello Stretto di Hormuz

Secondo quanto riportato da Nasdaq, gli attacchi ordinati da Donald Trump avevano l’obiettivo di ridurre la capacità iraniana di colpire le navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz. La scelta ha però avuto l’effetto opposto sul sentiment di mercato: ha rafforzato l’idea che il rischio geopolitico non sia destinato a esaurirsi in tempi rapidi. Le aspettative di un allentamento della tensione, che pure erano circolate in precedenza, si sono quindi affievolite.

Nelle ore successive, l’Iran ha risposto colpendo basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Giordania, in Iraq e in Kuwait. Questo passaggio ha ampliato la portata del conflitto percepito dagli investitori, perché ha mostrato che lo scontro non riguarda più soltanto i due paesi ma coinvolge l’intera area strategica del Golfo. In parallelo, sono emerse segnalazioni su volumi record di petrolio in movimento dallo Stretto di Hormuz, elemento che ha limitato almeno in parte l’avanzata dei prezzi.

Cosa osserva il mercato

La dinamica mette in evidenza un classico meccanismo di mercato: quando aumenta il rischio di interruzioni logistiche o di attacchi alle infrastrutture energetiche, il greggio tende a incorporare un premio geopolitico più alto. In questa fase, l’attenzione non è rivolta solo alla produzione, ma anche alla capacità di trasporto e alla sicurezza delle rotte marittime. Finché non ci sarà un segnale credibile di de-escalation, la volatilità resta un elemento centrale per il comparto energetico.

Trump ha avvertito che eventuali nuove ritorsioni iraniane sarebbero state seguite da colpi più duri. Da parte sua, la guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha parlato di “lezioni indimenticabili” per gli Stati Uniti, un linguaggio che conferma il tono ancora molto acceso della crisi. Nel frattempo, l’attenzione degli operatori resta concentrata sullo Stretto di Hormuz, dove passa una quota decisiva del commercio petrolifero mondiale.

Un ulteriore elemento di sfondo è il viaggio del segretario all’Energia statunitense Chris Wright in Venezuela per la firma di un accordo petrolifero già annunciato nei giorni precedenti da Trump. Il dossier non cambia nell’immediato la traiettoria dei prezzi, ma segnala che Washington continua a muoversi anche sul fronte dell’offerta globale di energia. Per il momento, però, è la crisi con Teheran a dettare il ritmo del mercato.

Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto borsa, Mercati, Aumento di Capitale a Pagamento, per i termini il glossario finanziario.

Domande frequenti

Perché il petrolio sta salendo?

Per l’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e per il timore che il conflitto possa disturbare i flussi energetici dal Golfo.

Qual è il prezzo indicato per il WTI?

Il contratto WTI con consegna a ottobre è stato visto a 91,19 dollari al barile, in rialzo di 0,97 dollari.

Perché lo Stretto di Hormuz è così importante?

Perché è una rotta chiave per il trasporto del petrolio e ogni rischio sulla sua sicurezza pesa subito sui prezzi.

Fonti

#petrolio#greggio#Iran#Stretto di Hormuz#mercati

Notizie correlate

Una pompa a bilanciere nera e arancione in una steppa desertica, con altre pompe all'orizzonte (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio in rialzo per i nuovi attacchi tra Usa e Iran

Il greggio accelera dopo la ripresa dei raid statunitensi contro l’Iran e la risposta di Teheran. Il mercato teme nuove tensioni nello stretto di Hormuz, crocevia decisivo per i flussi energetici.

1 set 2026
Le torri e le tubature di una raffineria di petrolio (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio in forte rialzo dopo nuovi attacchi Usa all’Iran

Il Brent e il WTI accelerano con il ritorno delle tensioni nel Golfo: il mercato vede svanire l’ipotesi di una riapertura rapida dello stretto di Hormuz dopo la nuova offensiva americana.

1 set 2026
Le torri e le tubature di una raffineria di petrolio (immagine illustrativa)
Mercati

Petrolio in calo, pesa l’intesa su Hormuz tra Iran e Oman

Il greggio arretra dopo due sedute negative mentre Iran e Oman si avvicinano a un corridoio temporaneo nello stretto di Hormuz. Il mercato guarda alle implicazioni per i flussi marittimi.

26 ago 2026
Grafico: variazione giornaliera percentuale di 9 strumenti seguiti — maggiore rialzo RACE (+2,88 %), maggiore ribasso ENI (-1,72 %).
Mercati

FTSE MIB, seduta mista: 4 titoli in rialzo e 5 in calo

Seduta senza livello di indice disponibile per il FTSE MIB, ma con andamento complessivamente contrastato tra i 9 componenti monitorati: 4 hanno chiuso in progresso e 5 in ribasso. In evidenza RACE, mentre ENI è stato il titolo più debole.

28 lug 2026
Grafico: variazione giornaliera percentuale di 6 strumenti seguiti — minore ribasso Copper (-0,37 %), maggiore ribasso WTI (-2,68 %).
Mercati

Oro, argento e petrolio in calo nella seduta di giovedì

Giovedì 13 agosto 2026 tutti i sei strumenti monitorati sono scesi o sono rimasti invariati, con ribassi diffusi tra metalli preziosi ed energia. Petrolio e platino hanno guidato i movimenti, mentre il quadro resta quello di una seduta negativa ma da leggere nel suo perimetro giornaliero.

13 ago 2026
Grafico: variazione giornaliera percentuale di 9 strumenti seguiti — maggiore rialzo UCG (+2,42 %), maggiore ribasso STLAM (-4,31 %).
Mercati

FTSE MIB, seduta in rialzo con ampiezza positiva: 8 titoli su 9

Il FTSE MIB ha mostrato una seduta impostata al rialzo, con 8 componenti su 9 in progresso e una sola in calo. Tra i singoli, UCG è stato il migliore mentre STLAM ha segnato il peggior ribasso.

30 lug 2026