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Petrolio in lieve calo, pesa la linea dura Usa sull’Iran

Il greggio arretra dopo il balzo della vigilia. Le tensioni restano alte, ma l’assenza di colloqui tra Washington e Teheran ha ridotto il premio al rischio e smorzato l’intonazione del mercato.

Redazione Mercati·
Una pompa a bilanciere nera e arancione in una steppa desertica, con altre pompe all'orizzonte (immagine illustrativa)

Quintin Soloviev / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

Il petrolio ha aperto la seduta in lieve flessione, cancellando solo in parte il rialzo della vigilia. Il movimento arriva mentre restano bloccati i contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran, nonostante i tentativi di mediazione messi in campo da più parti. La combinazione tra tensione geopolitica e assenza di negoziati diretti continua però a mantenere il mercato sensibile a ogni sviluppo sul fronte mediorientale.

Il rischio geopolitico perde parte della spinta

A pesare sui prezzi è soprattutto il cambio di approccio di Washington, che ha lasciato intendere di voler aumentare la pressione economica su Teheran invece di fare affidamento su un confronto militare. Questo ha ridotto, almeno in parte, il premio al rischio incorporato nelle quotazioni del greggio. Nel frattempo, il contratto WTI con consegna a ottobre è sceso a 83,40 dollari al barile, in calo di 13 centesimi rispetto al riferimento precedente.

Le indicazioni sugli scambi marittimi confermano che l’area resta delicata. Giovedì, nel solo Stretto di Hormuz sono transitate sette navi cisterna, meno delle 17 registrate mercoledì e sotto la media a 10 giorni pari a 15. Resta attivo anche il canale alternativo del Bab el-Mandeb, dove sono state osservate 17 navi cargo legate alle materie prime.

Le rotte energetiche restano sotto osservazione

La lettura dei flussi è resa più complessa dal fatto che alcune imbarcazioni spengono i transponder per evitare possibili confronti con le forze iraniane, e in quel caso non rientrano nel conteggio. Il dato, quindi, va considerato come indicazione parziale ma utile per capire il clima operativo nello stretto. Per il mercato petrolifero, ogni variazione sulle rotte di passaggio incide rapidamente sulle aspettative di offerta e sulla volatilità.

Dalla Casa Bianca è arrivata una smentita netta sull’esistenza di colloqui in corso o già programmati con l’Iran. Anna Kelly ha ribadito che non ci sono trattative attive, mentre Karoline Leavitt ha confermato a Fox News che non risultano negoziati in avvio. L’amministrazione Usa ha inoltre annunciato lunedì un’ampia operazione economica contro Teheran con l’obiettivo di interrompere le fonti di finanziamento e spingere il Paese a riaprire lo Stretto di Hormuz.

Per il mercato resta quindi un equilibrio fragile: da un lato il rischio di nuove restrizioni o di un peggioramento della situazione nel Golfo Persico, dall’altro la percezione che la pressione americana si stia muovendo soprattutto sul piano economico. In questo contesto, le quotazioni del greggio reagiscono più alle notizie politiche e ai segnali sui flussi commerciali che ai soli fondamentali di breve periodo.

I trader guardano soprattutto alla tenuta dei transiti nelle principali vie energetiche e alla capacità della diplomazia indiretta di evitare un ulteriore irrigidimento. Finché non emergeranno segnali concreti di dialogo o di discontinuità nella strategia americana, il mercato resterà esposto a oscillazioni rapide. La seduta di oggi mostra proprio questo: tensione alta, ma premio al rischio leggermente ridimensionato.

Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto borsa, Mercati, Aumento di Capitale a Pagamento, per i termini il glossario finanziario.

Domande frequenti

Perché il petrolio è sceso nonostante le tensioni con l’Iran?

Perché il mercato ha percepito un ridimensionamento del premio al rischio, dopo che gli Stati Uniti hanno rafforzato la pressione economica invece di indicare un percorso negoziale.

Qual è stato il prezzo del WTI citato?

Il WTI con consegna a ottobre è stato indicato a 83,40 dollari al barile, con un calo di 13 centesimi.

Cosa dicono i dati sui transiti nello Stretto di Hormuz?

Giovedì sono state contate sette navi cisterna, contro le 17 di mercoledì e sotto la media a 10 giorni di 15.

Fonti

#petrolio#WTI#Iran#Stretto di Hormuz#mercati energetici

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