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Oro in calo tra rendimenti alti e attese sui tassi

L’oro arretra mentre salgono i rendimenti dei Treasury e crescono le scommesse su un rialzo Fed a settembre. Attenzione ora ai dati Usa sull’inflazione e alle tensioni in Medio Oriente.

Redazione Valute·
Tre lingotti d'oro impilati su sfondo bianco (immagine illustrativa)

Szaaman / Wikimedia Commons (pd)

L’oro ha aperto la settimana in ribasso, appesantito dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e dal rafforzarsi delle ipotesi di un prossimo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Il metallo prezioso, tradizionalmente cercato nei fasi di tensione, ha perso parte del suo appeal di bene rifugio in un contesto dominato da aspettative più restrittive sulla politica monetaria.

Il prezzo spot è sceso di circa lo 0,5% a 4.409,85 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro negli Stati Uniti hanno lasciato sul terreno la stessa misura, a 4.455,51 dollari. La flessione arriva dopo una settimana già molto movimentata, segno che il mercato resta sensibile sia ai dati macroeconomici sia alle notizie geopolitiche.

Rendimenti e dati sul lavoro spostano le aspettative

A pesare sul metallo giallo è stata soprattutto la risalita dei rendimenti obbligazionari a lunga scadenza a livello globale, che ha reso meno attraente detenere asset che non distribuiscono cedole. A questo si è aggiunto un quadro macro statunitense più robusto del previsto, con il mercato del lavoro che ha sorpreso in positivo e ha rafforzato le scommesse su una mossa della Fed già a settembre.

Negli Stati Uniti le buste paga non agricole sono aumentate di 162.000 unità il mese scorso, dopo il dato rivisto di luglio pari a 21.000 posti. Le previsioni degli economisti indicavano un aumento di 55.000 unità, a fronte della perdita di 23.000 posti inizialmente stimata per il mese precedente. Numeri di questo tipo spingono gli operatori a ricalibrare le attese sul ritmo dei tagli o dei rialzi futuri, con effetti immediati anche sull’oro.

Inflazione e Medio Oriente restano i driver principali

L’attenzione degli investitori ora è rivolta ai prossimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti, considerati decisivi per il percorso della banca centrale. L’indice dei prezzi alla produzione è atteso per giovedì, mentre venerdì arriverà il dato sui prezzi al consumo. Una lettura più alta del previsto potrebbe rafforzare ulteriormente l’idea di tassi elevati più a lungo.

Sul fronte geopolitico, le tensioni in Medio Oriente continuano a sostenere il petrolio e a mantenere alta la volatilità sui mercati. Il Brent è salito verso 97 dollari al barile, mentre le preoccupazioni per possibili interruzioni dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz restano sullo sfondo. In un contesto simile, oro e petrolio reagiscono in modo diverso: il primo perde slancio quando salgono i rendimenti, il secondo beneficia dei timori sull’offerta.

Il dollaro americano è rimasto nel complesso debole, anche se lo yen ha toccato i massimi da sette mesi grazie all’aspettativa di un irrigidimento più rapido da parte della Bank of Japan. Per i mercati, il quadro è quindi duplice: da un lato la pressione sui metalli preziosi arriva dalla politica monetaria statunitense, dall’altro la geopolitica continua a impedire un ritorno alla normalità degli scambi.

In questa fase il metallo giallo resta intrappolato tra due forze opposte: il richiamo difensivo delle tensioni internazionali e il peso di rendimenti e tassi in rialzo. Finché i dati sull’inflazione non chiariranno la prossima mossa della Fed, la volatilità sui prezzi dell’oro dovrebbe restare elevata.

Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto Valute, Mercato dei Cambi, Operazione a Pronti, per i termini il glossario finanziario.

Domande frequenti

Perché l’oro è sceso all’inizio della settimana?

Perché sono saliti i rendimenti obbligazionari e sono aumentate le attese di un rialzo dei tassi della Fed.

Quali dati Usa sono più attesi dai mercati?

L’indice dei prezzi alla produzione di giovedì e il rapporto sui prezzi al consumo di venerdì.

Cosa sta succedendo sul fronte geopolitico?

Le tensioni in Medio Oriente stanno sostenendo il petrolio e alimentando l’attenzione sui possibili rischi per i flussi energetici.

Fonti

#oro#Federal Reserve#inflazione#Treasury#mercati globali

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