Oro in rialzo con dollaro debole e rendimenti in calo
Il metallo prezioso avanza dopo il calo dei Treasury e il raffreddamento del petrolio. Deboli dati ADP e attese sul lavoro Usa spingono gli operatori a ridurre i timori sui tassi Fed.
Szaaman / Wikimedia Commons (pd)
L’oro ha accelerato al rialzo nella seduta di giovedì, sostenuto da un arretramento dei rendimenti dei Treasury statunitensi dai massimi pluriennali e da un dollaro più debole. A smorzare la pressione sui prezzi dei metalli ha contribuito anche la stabilizzazione del petrolio dopo il recente strappo di tre giorni, fattore che ha allentato le preoccupazioni su inflazione e politica monetaria. Il movimento arriva in una fase in cui il mercato cerca conferme sulla traiettoria dei tassi della Federal Reserve.
Dati sul lavoro e aspettative sui tassi
Lo spot gold è salito dell’1,1% a 4.435,98 dollari l’oncia, mentre i future sul metallo hanno guadagnato l’1,6% a 4.483,44 dollari l’oncia. Il quadro si è rafforzato dopo un dato ADP sull’occupazione inferiore alle attese, letto dagli investitori come un possibile segnale di indebolimento del mercato del lavoro. Ne è derivata l’idea che la banca centrale possa scegliere di non alzare i tassi nella riunione di metà settembre.
A rassicurare ulteriormente i mercati sono arrivate le parole di John Williams, presidente della Fed di New York, che in un’intervista a CNBC ha sostenuto che le aspettative di inflazione restano ben ancorate. Williams ha anche escluso un allargamento insolito degli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia, un passaggio che ha contribuito a ridurre l’ansia per una stretta immediata. Restano comunque attesi nuovi segnali dai prossimi interventi dei banchieri centrali.
Dollaro, petrolio e attesa per il job report
Il dollaro statunitense ha perso terreno in vista del rapporto mensile sul lavoro, atteso venerdì e riferito ad agosto. Le stime degli economisti indicano 55.000 nuovi posti, dopo il calo di 23.000 unità registrato a luglio, mentre il tasso di disoccupazione è visto in lieve aumento al 4,2% dal 4,1%. Numeri più deboli rafforzerebbero la lettura di un’economia meno surriscaldata e, di riflesso, di una Fed più prudente.
Sul fronte energetico, il petrolio si è stabilizzato dopo il rally di tre sedute. Il sostegno al comparto è arrivato anche dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha parlato di attacchi rinnovati contro l’Iran destinati a durare poco e ha ribadito che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz. Per l’oro, l’insieme di rendimenti in calo, dollaro più debole e minori timori sui tassi resta il principale motore del recupero.
Perché l’oro è salito?
Perché sono scesi i rendimenti dei Treasury, il dollaro ha perso forza e si sono attenuate le preoccupazioni su inflazione e tassi.
Quali dati sul lavoro guardano gli investitori?
Il mercato attende il report di venerdì: gli economisti vedono 55.000 nuovi posti in agosto e disoccupazione al 4,2%.
Cosa ha contribuito a calmare il petrolio?
La stabilizzazione è arrivata dopo tre giorni di rialzo e dopo le parole di Donald Trump sugli attacchi all’Iran e sullo Stretto di Hormuz.
Questo articolo non è una consulenza di investimento e non raccomanda alcun titolo, livello o direzione; il movimento di una sola seduta non dimostra una tendenza. Per il contesto Valute, Mercato dei Cambi, Operazione a Pronti, per i termini il glossario finanziario.
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